mercoledì 13 febbraio 2019

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


'ASPETTATI L'INASPETTATO'

Sono papà Schnapp e queste sono le controstorie che preferisco, Tomi Ungerer
(trad. Franziska Peltenburg-Brechneff)
Edizioni Clichy 2018


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Un giorno papà Schnapp ha sentito parlare di un divano molto famelico che apparteneva a un certo signor Mulk.
'Se ne potrebbe trarre una meravigliosa controstoria!' ha pensato.
Quella stessa sera Papà Schnapp ha fatto visita al signor Mulk. E da allora nessuno lo ha più visto."

Maledetto di un divano, lo ha davvero fatto. Per la precisione il 9 febbraio.
E così questa diventa sul serio l'ultima controstoria di Ungerer.
Solo per dire che quel maledetto divano lo ha mangiato veramente a papà Schnapp e che dopo 87 anni bellissimi passati sapendolo sullo stesso pianeta dove vivo anche io, ora mi rendo conto che non è più così.
E mi dispiace tanto.
Di Tomi Ungerer cosa resta dopo che il divano del signor Mulk lo ha fagocitato?


In questi giorni, per circostanza, la sua bella facciona piena di rughe, il suo sorriso a denti storti, il suo candore di sguardo e di capelli. Un sorriso luminoso rivolto a tutti.
E da domani?
Le sue storie. I suoi disegni. Il bianco della pagina come suo habitat ideale. I personaggi pieni carattere. La sua visione del mondo, così netta. Il suo sguardo ironico. Il suo gusto per il mondo capovolto, assurdo. Il suo essere un classico al di là di ogni tempo e di ogni spazio. La sua tenerezza, come pure la sua scabrosità, la sua cattiveria capace di fermarsi un attimo prima di diventare crudeltà. 


Ironia del destino, questo è l'ultimo libro a sua firma pubblicato in Italia, ed è quello che, proprio per come è concepito, contiene diverse tracce del suo percorso artistico.
Non è certo il libro migliore che ha fatto, ma nella sua struttura non propriamente narrativa, nel suo essere composto per bozzetti, è mappa di orientamento di un'intera carriera.


Sono Papà Schnapp è di fatto una galleria di personaggi osservati da una certa distanza e raccontati in un pugno di righe. Ciascuno di loro indossa 'abiti' che calzano a pennello, perché confezionati da un sarto d'eccezione.
E' cosa nota che l'abilità di chi cuce diventi maestria nel dettaglio. Binomi perfetti sono i nomi con i personaggi, se possibile potenziati nella traduzione di Franziska Peltenburg-Brechneff: Coniglio Cazzaniga, i coniugi Picchioli, il conte Lonza, i fratelli Terremoto - Tromba-Trombetta-Trombone-Trombosi - il signor Cavoltubero e i signori Limpido, lui cieco e lei zoppa.
Il bianco del foglio, il suo luogo ideale: dominatore a tal punto del canone classico nella pagina incorniciata, da permettersi spesso e volentieri, diverse trasgressioni sul tema, dettate dall'ironia, da cui non si separa mai. Maestro nel colore (quel nero...).
Nel fatto che si tratti di controstorie, si individua un altro carattere distintivo: in quel 'contro' c'è la Weltanschauung di Ungerer: in senso politico, sociale, umano. Dietro una parvenza di ordine, di normalità e di comprensibilità delle cose, traspare la vena anarchica, sovversiva che da sempre attraversa le sue storie. Trasgressivo per vocazione, ha sempre avuto come motto personale 'Aspettati l'inaspettato'.


Il gusto per il ribaltamento, per l'assurdo lo ha sempre messo in naturale comunicazione con i piccoli e certa passione per il doppio senso, per il perturbante invece lo ha reso caro ai grandi. Questo doppio codice comunicativo negli Stati Uniti, alla fine degli anni Sessanta, ha segnato una battuta d'arresto nella sua carriera di autore per l'infanzia, che però non gli ha impedito di vincere l'Andersen nel 1998 e di rimanere quell'autore magnifico che è.
Detto questo, non smettiamo di essere tristi nel profondo.



Carla


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